di Roberto Lumuli Gaudioso
Nessun punto
fermo
è
Dar es Salaam
conosce l’ebano profumato
sotto lo scialle rosso
sotto i versi arabi
grida la gola nera
senza fretta senza fretta
polepole taratibu ndio mwendo
c’è sempre un culo da fottere in città
non s’affretta finché la foga dei corpi danzanti
- (quasi) si fondono
molle e dolce ebano sognante e profumato -
frenetici tamburi
muscoli frenetici
trillano glutei femminei di maschi arrapati
- eretti enormi
nella notte fonda
stellata -
suda la pelle harufu
tutto accade Poesia uhuru
ushairi wa ngoma kama mwili wa moto
odore
la Mama-lishe impasta i chapati
terra di benzina, fango e polvere
alle sue spalle pubblicità una soda nuova
Melinda Tangawizi Cocacola
il Masai forte di ebano treccine e perline
colorate minaccia col suo lungo coltello
il suo nuovo i-pod
la ngoma dei razzismi s’affretta
nel chiasso della città
una mamma muta lancia del figlio
il grido inscheletrito
damu
sembra asciutto in città
chiusa nessuna cicatrice
un brutto gioco di potere e controllo
Miranda Tangawizi Konyagi siwezi kuelewa
urlami contro il tuo essere
bloccami col tuo fucile quotidiano
in una strada qualunque
sparami in faccia la tua collana rossa rabbia
e disinteressato al colore dei fiori
che si dischiudono come molle anfratto.
Al centro – kitovu – una via di terra rossa
apprestandosi alla meta i vitenge danzano
ritmico passo sul capo sacco polveroso
caldo giorno la gola del viandante secca ha sete
Dar es Salaam nella sua lingua il silenzio grida
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