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giovedì 7 giugno 2012

Stregoni e narcotrafficanti

di Salvatore Arcidiacono
su concessione di L'eco di Caserta
http://www.ecodicaserta.it/

Caserta, stregoneria, swahili e ovuli: così i narcos africani inondavano di droga anche la città
L’operazione messa in atto dagli inquirenti, ha preso il nome di “Venus”, perchè è il nome del sito internet dal quale venivano prenotati gli alberghi per il soggiorno dei componenti della banda che univano la fiducia nelle profezie degli stregoni di un villaggio tanzaniano, all’uso di nuove tecnologie e la ferrea usanza ai riti sacrificali per propiziare il buon esito delle spedizioni. Corrieri imbottiti di ovuli di cocaina, comunicazione in codice che viaggiano sulle reti immateriali e credenze ancestrali, con queste modalità si muovevano chili e chili di stupefacenti, e i corrieri vivevano sparpagliati tra le province di Napoli, Caserta, Roma e Latina, e avevano contatti con il loro paese di origine, la Tanzania ma anche in Brasile. Per gli investigatori dell'antimafia di Roma, i cittadini tanzaniani arrestati oggi erano narcos, e trafficanti internazionali di eroina e cocaina. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Roma Simonetta D'Alessandro hanno interessato 15 persone. In oltre, le Fiamme Gialle della Capitale, hanno sequestrato oltre 50 kg di droghe pesanti che immessi sul mercato, avrebbero fruttato alla gang circa 20 milioni di euro. Le indagini, hanno preso il via con l'arresto di un corriere tanzaniano che gli investigatori definiscono "ovulatore". Si tratta di soggetti disperati, che accettano di ingoiare ovuli contenenti gli stupefacenti e viaggiare, da un capo all'altro del mondo, per far arrivare il carico a destinazione non curandosi del rischio che corrono: se un ovulo si lesiona e fuoriesce anche una piccola quantità di droga nell'intestino, per il corriere ci sono poche speranze di sopravvivere. L'ovulatore arrestato all’aeroporto di Fiumicino, arrivava dal Brasile e aveva ingerito oltre un chilo di cocaina in capsule. Dopo averlo fermato, gli investigatori hanno passato al setaccio il suo cellulare con l'obiettivo di ricostruire la rete dei suoi contatti. Attraverso gli Sms e le telefonate ricevute sono risaliti ad altri elementi di quella che hanno intuito, essere un'organizzazione di narcos, tutti tanzaniana. Con il proseguo delle indagini, e fatto un incrocio dei dati della prenotazione del biglietto aereo e le informazioni relative ai passeggeri in arrivo in Italia, gli inquirenti sono arrivati a un nome: Maria Marilena De Santana, una donna ritenuta la regista della banda che dal Brasile gestiva i viaggi dei corrieri ovulatori, che arrivavano, scrivono i magistrati, "a pioggia", inondando le città italiane di eroina e cocaina provenente dall'Afghanistan, attraverso il Mediterraneo, e dal Sudamerica. Nella Capitale e a Napoli, operavano rispettivamente Kirro Zura e Hassan Kaburuma, capi dell'organizzazione, la cui struttura annoverava gregari specializzati nelle varie funzioni, dalla lavorazione, al taglio dello stupefacente, dal trasporto, alla commercializzazione e allo spaccio. A Giugliano in Campania, in una delle basi logistiche utilizzate dai tanzaniani, sono stati trovati, nascosti all'interno di un camino, quasi 10 kg di eroina e cocaina, già pronti per lo smercio. Tutti gli indagati, comunicavano tra loro nell'idioma Swahili, una lingua locale tanzaniana, di difficilissima comprensione, nonché utilizzavano prudenzialmente schede telefoniche intestate a persone inesistenti e i canali dei money transfer, per garantirsi finanziariamente le compravendite delle partite di droga e il trasferimento all'estero dei proventi della vendita di droga. Il legame con la loro terra di origine era mantenuto con la richiesta di previsioni sull'esito del business ad uno sciamano tanzaniano che spronava i componenti della gang a proseguire nei traffici illeciti garantendo il sacrificio di alcuni animali come usanza locale. Oltre a curare l'arrivo della cocaina dal Brasile, Kirro Zura e Hassan Kaburuma, si occupavano anche dei rifornimenti di eroina, che avveniva nelle province di Napoli e Caserta, grazie a contatti diretti con connazionali fornitori in Turchia e Grecia. In un caso a finire in manette sono stati due collaboratori di Kirro Zura, bloccati all'aeroporto di Fiumicino mentre tentavano di far uscire un carico di eroina diretto in Canada. 

2 commenti:

  1. Purtroppo l'Italia è piena di "ovolutori" stranieri, specialmente africani.

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    1. Come alcuni italiani, ci sono alcuni africani particolarmente coinvolti in settori illegali, forse in primis nel traffico di droga. Una rapida riflessione, porterà tutti facilmente a riconoscere che la situazione di emarginazione sociale ed economica che vivono molti immigrati "favorisce" l'avvicinamento di questo persone verso possibiità di guadagno altamente discutibili. Detto questo, molti sono considerati trafficanti internazionali, molti altri sono riconosciuti come VITTIME di Smuggling. Smuggling significa favoreggiamento all'ingresso illegale in un Paese a scopo di lucro...in breve, un business! Le vittime di smuggling sono persone che "optano" per questa via illegale per emigrare. Irene

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