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lunedì 23 luglio 2012

Chicco di caffè in acqua bollente

di Francesco Cosentini

Dalla fuga alle luci del palcoscenico
La storia di Pascal Junior Mtombo sfuggito all'eruzione del vulcano Nyiragongo (Goma , Rep. Democratica del Congo) nel 2002 ed approdato a Dar es salaam, in Tanzania, diventando leader di una band di successo. Il sogno della famiglia era farlo lavorare in ufficio, il suo quello di cantare: fin dall'età di 12 anni.


E' una calda e tranquilla mattina quando giunge la notizia della terribile eruzione vulcanica, c'è appena il tempo per fare un fagotto con l'essenziale ed organizzare la fuga.
Scappano tutti: è il caos. Non importa se sei ricco o sei povero, la lava non risparmia nessuno, le automobili sono inutilizzabili poiché l'unica strada è stata distrutta. Tutti scappano con l’obiettivo comune di salvarsi. Junior è soltanto un ragazzo, orfano di madre, come tanti dalle sue parti. L'incoscienza dell'età lo spinge a sfidare la lava, attende il suo arrivo con alcuni amici e gioca a lanciarvi dentro i sassi per osservare cosa  succede. Non immagina, mentre prosegue il suo cammino, che quella stessa lava dopo averlo allontanato dalla sua casa e dal suo villaggio, sarà il primo passo del cammino che lo condurrà alla realizzazione del suo sogno: diventare un cantante professionista!  Quando oggi gli domando se abbia mai pensato alla questione in questi termini, sorride dicendo di non credere che sia cosi. Mi spiega: "E’ stato determinante soprattutto il periodo della guerra: la quotidianità era dura".
E sottolinea: "La vita dopo l'eruzione è tornata alla normalità in pochi mesi, mentre i problemi erano appunto la situazione instabile e disordinata a causa del conflitto."


L’esodo
Nel corso della nostra conoscenza scoprirò le sue armi vincenti: impegno, passione e determinazione.
Oggi Junior ha 26 anni, presentato da un amico comune mi ha gentilmente offerto ospitalità nella sua casetta di Dar es salaam. Ha aperto le porte del suo mondo, ci siamo fatti lunghe chiacchierate e risate, discorso a 360°: dalla politica alle ragazze, dalla musica all'esperienze di vita vissuta. E' nata da subito un'intesa, una condivisione del presente e del reciproco passato, di sogni, ambizioni e speranze per il futuro.
Junior, rievoca, apparentemente senza eccessiva tristezza, il dramma dell'eruzione e mi racconta alcune vicende come quella di molti anziani che, ritenendo di essere al sicuro dopo l'eruzione, non hanno abbandonato le proprie case. Mi piace pensare che in cuor loro conoscessero il destino che li attendeva e abbiano preferito morire nella loro terra. 
Dopo alcune ore di viaggio –continua Junior- arriva al confine con il Rwanda insieme a migliaia di altri profughi, dei bus li scortano fino ad un campo allestito per l'occasione nella cittadina di Mudende. Il campo è organizzato nella sede dell'università in disuso, distrutta durante il genocidio del 1994. Viene accolto con cortesia e gentilezza dai fratelli ruandesi, continua a sorridere ricordando di aver ricevuto biscotti dagli addetti del campo profughi. L'area è molto grande, i tetti dell'università sono distrutti, non ci sono materassi né porte e finestre, i servizi igienici inesistenti, l'atmosfera comprensibilmente tesa e triste, Junior non si perde d'animo e trova perfino la forza di cantare. Trascorre lì tre mesi, la più grande risorsa sono i profughi stessi: si crea una grande famiglia, ci si aiuta a vicenda e si stringono amicizie.


Finita l'emergenza torna al villaggio e decide quasi immediatamente di raggiungere il Burundi, vuole concentrare le energie per focalizzare il suo obiettivo. Non può contare sull'aiuto del padre con il quale non ha rapporti da tempo, la famiglia è troppo povera per poter pensare a lui. Racimola a fatica l'indispensabile per affrontare il viaggio. 
Parte per Bujumbura dove conta sull'aiuto di un amico che gli aveva promesso vitto e alloggio, ma al suo arrivo alla stazione non c'è nessuno ad attenderlo. Non ha soldi, non conosce la città, si aggrappa a Didier, un ragazzo burundese conosciuto lo stesso giorno sul bus. Didier capisce la situazione, non rimane indifferente e lo invita a casa sua. Un giorno camminano per strada si sente chiamare, ritrova un amico che aveva completamente perso di vista da anni, in quel momento ha pensato: "E’ un angelo" . Richard, il suo amico d’infanzia si trova lì in vacanza per la chiusura estiva della scuola ed è venuto a trovare la famiglia. Presenta Junior ad altri amici presso i quali soggiorna e questi lo accolgono nella loro casa.
Il commento di Junior: "Sono un ragazzo molto fortunato, la mia vita è stata avventurosa, tante cose sono state dure ma poi si sono risolte"!




La via della musica
All'Alliance Française di Bujumbura incontra la cantante burundese Daiana Kanyamozi. La conoscenza dà buoni frutti e inizia a cantare con lei nel ruolo di back up, ovvero accompagnatore musicale. Non c'è alcuno stipendio ma almeno i pasti sono garantiti.
Diana gli concede anche la possibilità di cantare una canzone durante uno spettacolo, una buona opportunità di affacciarsi al palcoscenico. In una città dove il panorama musicale non lascia intravedere grandi opportunità, arriva inaspettatamente il famoso cantante franco-congolese Lokua Kanza, neanche a farlo a posta il cantante preferito di Junior. Motivo della visita? Ascoltare artisti locali per scoprire qualche nuovo talento: un'occasione semplicemente da non perdere!
Junior Gringo -chiamato così fin da bambino dagli amici dopo la proiezione di un film western -  è solo un ragazzino, non ha invito né credenziali per poter avvicinare un personaggio così importante. Prova a chiedere il permesso agli organizzatori dell'evento ma la risposta è un sorriso ironico: tutto è già stabilito, nomi dei cantanti e degli strumentisti che faranno l'audizione. E’ troppo triste vedersi chiuso questo spiraglio.
Non si dà per vinto, il giorno dell'evento aspetta la star davanti l’ingresso dell'Alliance Francaise, e quando questi arriva gli si fionda incontro per salutarlo. Intraprende con coraggio l'unica via possibile e viene ripagato, a sorpresa da Lokua che felice ricambia il suo abbraccio. A quel punto Junior gli spiega di voler cantare ma di non essere nell'elenco e così è invitato dall'esaminatore in persona alle audizioni. Quando Lokua chiede di ascoltare i candidati separatamente tutti rimangono interdetti. Pensavano di dover cantare e suonare in gruppo, la novità li intimidisce. Alla richiesta di chi voglia rompere il ghiaccio nessuno alza la mano... nessuno tranne Junior: ora o mai più!  Sono presenti giornalisti, fotografi e tanti ospiti, lui è timidissimo, esordisce contratto con le mani in tasca. Conosce bene le canzoni di Lokua e ne canta una, questi si compiace e sorride. Alla fine riceve l'applauso e un pollice in alto: canta bene, ha una bella voce ma ancora non ha il portamento di un cantante professionista. La sera stessa Lokua lo invita a cena, Junior ricorda ancora queste parole: "Mi raccomando non lasciare la musica, sei giovane e bravo, ancora qualche anno e sarai pronto!"
Quel giorno Junior riceve un'ulteriore conferma circa la sua strada, essere stato apprezzato da un artista del calibro di Lokua Kanza vuol dire che ha davvero il potenziale per diventare professionista e raggiungere il successo.


L’approdo in Tanzania …via Uganda
L’incoraggiamento ricevuto lo spinge a cercare fortuna altrove, dal Rwanda all'Uganda il passo è breve, stavolta non guarda indietro e prosegue il suo viaggio.
Approda a Kampala, una città grande e animata dove spera in nuove opportunità. Il primo periodo si sistema da alcuni parenti della mamma, dopo solo due settimane viene ingaggiato da una jazz band.
Mi confessa: "Durante il provino erano molto scettici perché non sapevo l'Inglese, mi hanno accettato per la bellezza della voce."
Durante il periodo ugandese colma la lacuna linguistica arricchendo il suo bagaglio culturale. Oggi ricorda orgoglioso di essere riuscito a pagarsi una stanzetta per la prima volta in vita sua. Soggiorna circa tre anni a Kampala poi decide che è il momento di cambiare, desidera nuove esperienze.
Tuttavia le cose non vanno come aveva pianificato, voleva raggiungere Dar es salaam ma il denaro è finito per le spese di vitto e alloggio a Bukoba nell'attesa della nave per attraversare il lago Vittoria, il permesso per l'ingresso in Tanzania e il trasporto. Il suo peregrinare lo conduce nel nord della Tanzania, nella città di Mwanza, ma è un disastro:  rimane quasi due anni, durante i quali soffre la fame e dorme sulle sedie di plastica dello stesso locale nel quale canta, un postaccio dove la retribuzione è a stento sufficiente per i pasti. E’ il periodo più brutto della sua carriera e forse della sua vita. Un boss locale, pessimo elemento, conosciuto in città con il nome di Matata, lo ingaggia per il suo hotel promettendogli un futuro migliore ma di fatto continuandolo a sfruttare. Durante un concerto stringe amicizia con Samuel, un ragazzo israeliano. Indirettamente, è la sua àncora di salvezza, tramite lui conosce Josephat, un pastore protestante della Glory of Christ tanzanian church, che lo invita a raggiungerlo nella sua abitazione di Mikocheni, un quartiere a nord di Dar es Salaam. Questi lo adotta come un figlio e lo introduce nella sua chiesa dove intraprende la carriera di cantante Gospel. La chiesa protestante di Mikocheni conta migliaia di fedeli che ogni domenica affollano il grande spazio dedicato alle funzioni. Nell’ambiente si fa subito notare e apprezzare da tutti. L'incontro con Deo Mwanambilimbi, fondatore e cantante dei Kalunde band e suo vicino di casa, gli apre la strada alla carriera da professionista. Un giorno l'ho invita a un concerto e gli fa cantare una canzone probabilmente solo per gioco. Sentendolo, rimane così colpito da scritturarlo. La band è conosciuta e apprezzata, vincitrice per due volte consecutive, 2007 e 2008, del Tanzania Music Awards. Nel Gennaio 2011 ho accompagnato Junior e Deo al Tanzania Music Awards 2011, l'evento nazionale più importante che premia le migliori band, canzoni e cantanti! Il solo fatto di partecipare è stato un bel successo per Junior.


Il cantante
Junior è un ragazzo semplice, onesto e affettuoso con ottime idee e fantasia. Non lesina energie e ci mette passione, si diverte, gli piace il suo lavoro, è sempre a caccia di nuove ispirazioni. Canta e scrive canzoni in Inglese, Francese, Swahili e Lingala (suo dialetto d’origine).
Il suo repertorio include musica moderna tradizionale tanzaniana, congolese e africana, pop e cover internazionali. Ha da poco fondato una sua band e coltiva il progetto di incidere un album da solista. Insieme abbiamo girato un video per la nuova canzone intitolata "Safari", tipica espressione Swahili che vuol dire "viaggio".  
E' l'anima del gruppo, il jolly della band, a volte fa il burlone e condisce tutto con ironia e allegria. È colui che può creare da un momento all'altro la variante vincente, il fuori programma. Grazie al suo carisma e alle sue potenzialità è diventato un punto di riferimento: non si diventa leader per caso. Non sono un intenditore di musica, apprezzo la sua voce e le sue doti artistiche, sono testimone delle sue qualità umane.
Dai suoi occhi traspare un'insolita dolcezza, la stessa percepita nella sua voce che sa essere anche grintosa ed energica, catturare l'interesse dell'ascoltatore e trasmettere emozioni. Nel suo quartiere tanti conoscono Junior Gringo, gli vogliono bene, non potrebbe essere altrimenti, mi spiego come mai in passato sia stato sempre aiutato ben volentieri da tutti, di certo non è stata solo questione di fortuna.
Junior mi ha raccontato una storia tramandatagli dalla madre quando era bambino. “Ci sono tre pentole, nella prima una carota, nell'altra un uovo e nell'ultima dei chicchi di caffè. Messe le pentole sul fuoco dopo una decina di minuti la carota si cuoce e diventa morbida, l'uovo diventa solido ed i chicchi di caffè rimangono invariati colorando l'acqua.” La metafora riconduce a tre tipologie di uomini: i primi come le carote sembrano duri e pronti a qualsiasi situazione ma alla prima difficoltà si "ammorbidiscono";  i secondi apparentemente fragilissimi come le uova crude, all'occorrenza possono rivelarsi capaci di reagire con maggiore solidità; i terzi come il caffè apparentemente non mutano ma riescono ad adattarsi a tutte le situazioni senza problemi.

Parlando di sacrifici, rischi, impegno e tenacia per realizzare i propri progetti Junior Gringo ha commentato: "È come entrare nel cerchio dei pericoli e delle sfide, c'è chi proprio non vuole saperne e rimane fuori. Chi entra ma rimane bloccato e impaurito non sapendo cosa fare. Chi entra lo attraversa e meravigliato esclama: ce l'ho fatta! "
Conclude: "Molti ragazzi pensano positivo, molti altri negativo. In Congo ci sono tantissimi cantanti più bravi di me solo che non hanno creduto di potercela fare o non hanno avuto possibilità. Sei cresciuto insieme agli amici e hai fatto con loro le scuole, poi ognuno ha preso la propria strada, probabilmente qualcuno ti avrà detto: "Sei pazzo ad andare in Africa!"
Un tuo amico leggendo il tuo articolo potrebbe pensare che non sia il migliore, o che non scrivi per la migliore rivista in circolazione, però tu sei partito per un paese lontano, non sei rimasto a casa scrivendo comodamente dalla tua stanza, sei venuto qui con impegno e volontà. Ho trascorso molto tempo chiedendomi se avrei mangiato, il giorno dopo: quando arriva un'opportunità bisogna impegnarsi al massimo e darsi da fare per realizzare i propri sogni. Bisogna combattere, lavorare sodo per vivere come un re.”




 JUNIOR PASCAL GRINGO

activist singer, Afro Pop Folk



mobile: +255-0718279507

fb: pascal junior

youtube: juniorgringo85

myspace: junior mtombo









Alcuni riferimenti per ascoltarlo su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=zvKQ5u_WPyg
http://www.youtube.com/watch?v=msCZmEkWhn8
http://www.youtube.com/watch?v=j6yhYpR4d-o

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